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Califone
All My Friends Are Funeral Singers
last update: 27.08.2009

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In un paesaggio musicale underground in cui 140 caratteri sono "giornalismo" e singoli mp3 spingono gruppi verso la temporanea fama sul web, una band oggi c'è e domani è sparita.

I Califone rifiutano questa logica e confezionano album che offrono profondità infinite e interi universi in cui perdersi; dietro il loro fitto spettro sonoro, riescono poi a fare qualcosa di ancora più importante: scrivere grandi canzoni.

I Califone sono un gruppo che resisterà alle ingiurie del tempo ed in questo All My Friends Are Funeral Singers, sesto album in studio, sono sicuramente all'apice delle loro potenzialità. L'attesissimo seguito di Roots and Crowns (uscito nel 2006), è infatti, ad oggi, la più forte e coesa raccolta di canzoni del gruppo in una carriera che non ha mai mostrato segni di cedimento.
La delicatezza e l'attenzione per il dettaglio che hanno caratterizzato il precedente lavoro, sono presenti anche in questo: le atmosfere attentamente sfumate, le percussioni possenti e melodiche al tempo stesso, le melodie ricche e piene di sentimento, arricchiscono un contesto di folk scarno e blues elettrificato. All My Friends Are Funeral Singers è un fitto collage di suoni, che convergono in perfette canzoni pop.

Roots and Crowns aveva portato i Califone a scoprire l'immediatezza nella scrittura, soprattutto nella cover di "The Orchids" degli Psychic TV. Non avevano mai registrato una canzone che avrebbe ovviamente funzionato come singolo prima, infatti, ma il risultato era stato spettacolare. All My Friends Are Funeral Singers sviluppa questi esperimenti: l'appeal di "Funeral Singers" è innegabile, la melodia in "Polish Girls" incarna la perfezione pop, "Bunuel" è tanto epica quanto accattivante mentre "Evidence" e "Krill" sono entrambe studi sulla bellezza.

L'esplorazione pop corre lungo tutto il disco, ma non è l'ampio vocabolario musicale dei Califone a farne le spese. I polistrumentisti della band (Joe Adamik, Jim Becker, Ben Massarella, Tim Rutili) e i molti ospiti d'eccezione presenti sul disco utilizzano una strumentazione degna di un'orchestra: chitarra, basso, piano e poi optigan, prepared piano e stylophone. Aggiungete gli archi (violino, mandolino, banjo, ukulele, violoncello), le percussioni (mbira, marimba, tamburi d'acciaio, thumb piano), i fiati (clarinetto e corno francese), altri effetti (ring modulators, loops, "effects", sintetizzatori, electronics) e l'attenta produzione ad opera del vecchio collaboratore del gruppo Brian Deck e avrete tutti gli ingredienti dell'album dei Califone ad oggi più ambizioso e raffinato.

La musica dei Califone è stata spesso descritta come cinematografica e il gruppo ha spesso regalato improvvisate colonne sonore dal vivo a film muti. Molte di queste esibizioni sono state poi pubblicate sugli album Deceleration One e Deceleration Two. Gli interessi artistici di Tim Rutili, principale autore e cantante, vanno poi oltre la musica e includono la creazione di cortometraggi surreali, video musicali e film sperimentali.
Dalla stessa fonte d'ispirazione, e sullo stesso tema introdotto dal nuovo album, arriva quindi il primo lungometraggio di Rutili, intitolato proprio All My Friends Are Funeral Singers. La sceneggiatura del film e molte delle canzoni del disco sono state scritte in contemporanea ed incorporano molte immagini e personaggi simili.
Il film è stato girato in una vecchia casa traballantenello stato dell'Indiana nella primavera del 2009 e ha come protagonista l'attrice cult Angela Bettis (Girl, Interrupted, May, Carrie).

Il gruppo si esibirà live eseguendo la colonna sonora del film dal vivo, nel corso di molte delle loro performance di supporto al nuovo album, aggiungendo così un nuovo elemento ai loro concerti. Sarà un evento davvero speciale, ambizioso e diverso da qualunque cosa i Califone abbiano fatto in passato.
Una versione editata del film sarà poi presentata a diversi festival cinematografici nel 2010.

All My Friends Are Funeral Singers è il gran disco a cui cercava di avvicinarsi Roots and Crowns. La scrittura è completa, la visione musicale ribolle, la sperimentazione sonora è densa e compatta; allo stesso tempo la coesione è alta e tutto il disco è pervaso da un forte senso propositivo. La band non è mai stata tanto vibrante e viva su un album. Fate spazio nel vostro porta-cd perché questo è un disco che vi rimarrà per molto.