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David Vandervelde
The Moonstation House Band
last update: 21.02.2007

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BIOGRAFIA


Abbiamo scoperto David Vandervelde tempo fa, in una calda giornata d'estate.
Il suono che proveniva dallo stereo era quello degli anni della nostra adolescenza - ad indicare quanto i giorni in cui ci inchinavamo di fronte alle rock star e ci divertivamo ad intagliare i banchi di scuola e i tronchi d'albero non fossero poi passati di molto.
Ma David Vandervelde è qui anche per ricordarci che le caratteristiche più vere, primordiali e coinvolgenti del rock 'n' roll sono senza tempo.

Nato a Chicago, David ha cominciato a registrare il suo disco di debutto già a 19 anni, mostrando in questo la maturità e la spavalderia di un artista di maggiore esperienza.
Se ad un primo impatto viene naturale accostar la sua musica a quella di Marc Bolan e David Bowie, un ascolto più approfondito trasporta l'ascoltatore in un universo musicale decisamente più esteso.

L'album The Moonstation House Band raccoglie le parti migliori dei due anni passati nella Clubhouse di Jay Bennet (multistrumentista dei Wilco) - come Vandervelde definisce lo studio di Chicago – in cui David si è isolato per registrare pressochè in solitudine e godendo delle attrezzature utilizzate per Yankee Hotel Foxtrot e Being There.
Musicista autodidatta (chitarra, batteria, basso, pianoforte, sintetizzatore ed altri strumenti di studio), Vandervelde è un artista coraggioso che abbraccia una scrittura rock classica e il cui spirito bussa alla porta per essere lasciato libero.

In tre canzoni ("Corduroy Blues", "Widsom From a Tree" e "Moonlight Instrumental"), Vandervelde ha collaborato con il notissimo arrangiatore d'archi David Campbell che oltre ad essere il padre di Beck ha in passato lavorato con, tra gli altri, Elton John, Leonard Cohen e Willie Nelson, e con il tecnico del suono Steve Churchyard (Wings, The Brand, Bryan Ferry, Lucinda Williams).