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Naked Musicians
Emiliano Culastrisce
last update: 02.11.2009

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Da qualche parte esistono degli esseri dotati di immane talento. Sono doti e qualità rare che sovente vengono date alle ortiche, disperse in mille rivoli e per mille ragioni. È il caso dell'avvocato Emiliano Cinquerrui. Sin dal concepimento di questo nuovo cd live, dopo le esperienze passate dei precedenti A Sicilian Way Of Cooking Mind e Antivatican Coalition Against the Hippies Resistance, questo nuovo Naked Musicians andava incentrandosi su una sorta di amaro divertissement descrittivo, sulla scorta di suggestioni ed ascolti quali quelli dei Poulenc e dei Prokofiev nei rispettivi "Storia di Babar e l'elefantino&uot; e "Pierino e il Lupo", o dei concerti quali quelli Duke Ellington per Paul Gonsalves o Cootie Williams ecc. L'idea d'avere a disposizione una sorta di Paolo Poli in versione "maudit" (neanche tanto poi), che rimandasse, oserei dire "pedagogicamente", ad una una voce quale terrificante terminale e catalizzatrice dell'ensemble, mi sfiziava oltremodo. Ma era soprattutto alla capacità improvvisativa di Emiliano nel ricavare preziosi precetti dal nulla, alla sua arguzia canzonatoria che bisognava dar visibilità dopo cotanto spreco presso i peggiori bar, chioschi e rosticcerie di Catania.
L'avere poi a disposizione una meravigliosa "spalla&uot; per questa occasione particolare, quale quella del cantante/attore/performer Biagio Guerrera, disponeva la scacchiera con i vari pezzi (quattro voci, due fiati, due tastiere, sei chitarre, due percussioni, un basso ed una batteria) in una condizione ideale per l'obiettivo prefissato: quello di far partire le bordate della nostra coppia avendo un certo "cuscino sonoro&uot; come silenziatore.
A riprova di ciò (ammesso che una percezione delirante possa assumere connotato di prova), mi sovviene che durante il concerto, nel suo "farsi&uot;, l'incedere dialettico della coppia Cinquerrui/Guerrera mi rimandava a dei flash cinematografici del duo Totò e Mario Castellani. Sempre più dunque, questo binomio finiva con l'assumere ruolo di centro focale, di bussola, di baluardo frangiflutti posto a salvaguardia della "struttura" di questo live, di "canovaccio" volto a tappare le eventuali (probabili) falle della regia, della sceneggiatura e del successivo montaggio. In questa realizzazione specifica, l'impatto sonoro dell'ensemble trovava dunque corpo e "giustificazione" proprio nell'Emiliano Solista e nelle vicende del suo "vice", mentre la matassa musicale, nel suo dipanarsi, finiva col cadenzare progressivamente i tempi dello "sketch", in una sorta di grottesco commento.
L'apporto straordinario, umano e professionale, dei musicisti coinvolti, ha reso possibile la realizzazione e la riuscita di questa rischiosa scommessa: una convergenza telepatica verso un obiettivo comune non dichiarato (C.T.V.U.O.C.N.D.). Dietro questa sigla possono essere riassunte le coordinate implicite al concreto omaggio nei rispetti del "cantore del nostro tempo marcito".
Era ora di porre fine ad un simile ed intollerabile scialacquamento di talentuosità. Un'operazione profondamente etica e financo filantropica da parte di noi tutti.
P.S. non è dato trascurabile quello relativo al precisare che tutti i "testi" di Emiliano Cinquerrui sono "sproloqui improvvisati all'impronta". Nulla era stato scritto, redatto, organizzato, approntato o concepito dal Nostro prima del concerto stesso.
Francesco Cusa