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Bq_Ram
Unspoken
last update: 28.02.2008

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Bq, infatti, seguendo l’eco dei numerosi vinili be bop e cool che risuonavano nel vecchio Thorens, giradischi di famiglia con cui giocava nell’infanzia, ha sempre privilegiato una tipologia di ascolti che ruotavano nel solco del jazz mood, spaziando dall’hip hop di Pete Rock, ATCQ e The Roots all’elettronica del primo Scott Herren e della Mo Wax, per quanto attiene alla musica campionata, ed ancora ai grandi autori jazz, funk ed electro funk quali per esempio Miles Davis, John Coltrane, Roy Ayers, Les Mc Cann ed Herbie Hancock per quanto concerne, invece, le bands e i solisti veri e propri.

R.a.m., d’altra parte, pur orientandosi verso una tipologia di ascolti maggiormente electro ed uptempo, ha sempre dimostrato una predilezione per le sonorità vintage, i sintetizzatori d’annata e gli arrangiamenti complessi, dedicandosi all’electronica innovativa e jazzy. Le sue produzioni risentono inoltre della profonda influenza di matrice house e U.S. garage anni ’80-’90.

Il progetto che veniva delineandosi, di fronte all’ascolto dei reciproci repertori produttivi, era piuttosto ambizioso. Bq e R.a.m. desideravano fondere le loro influenze musicali e le loro doti compositive peculiari in una serie di brani esclusivamente strumentali, che si configurassero come un tributo al jazz e al funk del passato e consentissero di riportarlo in vita tramite il campionamento, la compenetrazione delle modalità creative tramite la programmazione sintetico-digitale e l’apporto di validi strumentisti esterni.
Da questa urgenza comunicativa nasce Unspoken, un titolo inglese che è traducibile in "Non-detto" e che ritrova la sua causalità semantica in tre ragioni fondamentali:
- È un insieme di singole dediche che Bq e Ram avrebbero voluto fare a qualcuno nel corso della loro esistenza ma che, allo stesso tempo, non hanno mai espresso a parole.
- È una stesura di arrangiamenti suonati e di campionamenti che formano un tappeto sonoro eclettico, variegato, ma caratterizzato da una dominante: non c’è spazio per la viva voce.
- È un tributo di cuore alla musica che veniva ascoltata quando Bq e Ram, all’inizio dell’infanzia, non erano ancora in grado di parlare.

La stesura dell’album è avvenuta tra il mese di ottobre del 2006 e il mese di marzo del 2007, tramite un lavoro incessante e duale di scambio di materiale campionato, arrangiamento collettivo e sintesi musicale. In particolare, Bq ha curato maggiormente la parte dei campionamenti effettivi e le ritmiche mid e downtempo, mentre Ram ha fatto largo uso di strumenti virtuali e sintetizzatori, componendo prevalentemente le sessioni uptempo.
Ne risulta un album eclettico, dove le sonorità di influenza hip hop si alternano al breakbeat, alla fusion, all’elettronica minimale, all’uptempo drum ‘n bass, alla disco funk e al downtempo introspettivo.

Unspoken si avvale anche della gradita e gentile collaborazione dei maestri Nini del Zotto (alto sax e tenor sax) e Gianni Iardino (electric pianos), di Giorgio Lo Nardo (congas) e di Aron Shorty (turntables). Quest’ultimo appare anche in una composizione propria che figura come bonus track.

Il progetto grafico che accompagna il cd è curato interamente da Alberto Artico. Le foto di repertorio sono ad opera di Giorgia Gollino.

Bq e Ram intendono accompagnare l’album con un tour duplice. Da un lato verrà proposto uno showcase esclusivamente elettronico, con ampie rivisitazioni del materiale dell’album, brani inediti ed il supporto di un ricercato dj set (caratterizzato dalle sonorità che più hanno rappresentato e tuttora rappresentano la sensibilità sonora e artistica del duo).
Dall’altro, vi è l’intenzione di riunire gli artisti che hanno collaborato al disco in una serie di spettacoli dove la parte sintetica risulterà integrata dall’uso di strumenti musicali, con ampio spazio all’improvvisazione ed alla rivisitazione dei pezzi stessi.
In entrambi casi, il jazz, il funk e l’elettronica costituiranno, ancora una volta, la matrice di riferimento del progetto.