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All the Saints
Fire On Corridor X
last update: 25.09.2008

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BIOGRAFIA


Psichedelico ma diretto, rabbioso ma melodico, il debutto full-lenght di All the Saints Fire On Corridor X demolisce ogni possibile preconcetto. Prendendo il nome da un tratto dell'autostrada I-22 che collega l'Alabama - stato da cui proviene il gruppo al Mississippi, la criptica canzone che dà il titolo all'album è un ipnotico miscuglio di tutte le principali influenze del gruppo, Loop e Gun Club su tutte. "Quella canzone parla del posto in cui siamo cresciuti", spiega il cantante e chitarrista Matt Lambert. "Provo a mantenere un po' delle nostre origini in tutto quello che facciamo, senza sventolare bandiere di protesta e senza suonare alt-country. Il paradosso della nostra band che siamo del Sud ma non lo indovinereste mai."

Nel 2004, Lambert, l'altro cantante e bassista Titus Brown e il batterista che presto diventerà il preferito di molti Jim Crook, si trasferiscono ad Atlanta, in Georgia, attratti dall'atmosfera liberale e bohemien che vi si respira ("È la New York del Sud") e dalla fertile scena musicale da cui sono usciti nomi come Deerhunter e Black Lips.
Gli All the Saints nascono l'anno successivo, con un nome in parte ispirato ad una vecchia canzone dei Verbena e in parte da un simbolo disegnato e venduto al gruppo durante uno dei suoi primi concerti da un barbone. "È una specie di vaffanculo ironico", ride Lambert, cresciuto come Brown in un ambiente strettamente cristiano. "Siamo nel mezzo della Bible Belt ma non c' nulla di "all the saints" nella nostra musica!"

La dualità è portata avanti grazie ai due capolavori "Sheffield" e "Leeds", che sottolineano l'impressionante varietà del gruppo. La prima è un bagno acido controllato, zeppo di sarcasmo sulle le piccole città e la repressione che vi si respira ("empty your church for a while"). La seconda, una buona-la-prima registrata su una chitarra acustica da sei dollari comprata in un negozio dell'usato da Lambert, avvolge il suo prudente esistenzialismo in un sottile stridore.

""Leeds e Sheffield sono entrambe città sulla statale che attraversa l'Alabama", continua Lambert, che si è appassionato a My Bloody Valentine, Ride e Jesus And Mary Chain ascoltando le trasmissioni di una radio locale che sua sorella maggiore registrava all'inizio degli anni Novanta. "Vedevamo questi cartelli sulla strada per Atlanta e ci rendevamo conto che si trovavano anche in Inghilterra."

I riff poderosi e il tono accusatorio di "Regal Regalia" - che con il suo imponente ritornello "All the saints!" è stata la prima canzone che i membri del gruppo hanno scritto insieme - e la vorticosa "Papering X" regalano suoni dissonanti, testi significativi ed emozioni. Gli All the Saints mostrano che è possibile toccare anima e sinapsi allo stesso tempo e il loro frontman riflette questa attitudine.

Per raggiungere questo obiettivo, si sono seduti nello studio Nickel & Dime per quindici giorni nell'aprile del 2007 con il produttore e fonico Ben H. Allen (Animal Collective, Gnarls Barkley), mixando il materiale durante l'estate e finendo il tutto in ottobre.
Il background hip-hop di Allen mostra una profonda comprensione di quello che accende una moderna band rock.
Completamente rapito dalle performance del gruppo a cui aveva assistito nell'inverno precedente, Allen ha incoraggiato i musicisti a raccogliere le loro idee in melodie da trasferire su disco. Ed ecco quindi "Outs", pezzo di quasi sette minuti, che alterna suoni tumultuosi ad aggraziate melodie di piano. Come ricorda Lambert: "Ben ci ha detto che se si vuole portare qualcuno nel paese delle meraviglie, bisogna anche spruzzare della polvere di fata sul cammino."

Fire On Corridor X regala magia: un set continuo e dinamico che richiede di essere suonato spesso e ad alto volume, a svelare sempre di più ad ogni ascolto.

Gli All the Saints sono stati recentemente in tour negli Stati Uniti con i Deerhunter e divideranno il palco con gli A Place To Bury Strangers in ottobre. Date europee in via di definizione.