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Don Vito e i Veleno
Hell Mundo!
last update: 26.09.2008

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Don Vito e i Veleno è problema di Max Stirner e Jack Tormenta: un desiderio amaro come la vita, dolce come l'amore, leggero come il soffio della morte.

I Veleno sono due giovani individui con gli occhi attenti, lo stomaco forte ed un cuore avvelenato dalla visione cinica e disincantata di un mondo sull'orlo del collasso. Don Vito è la loro famiglia, la realtà che li circonda, un despota illuminato che in questo disco ha la forma di un dittatore tecnologico: la drum machine. Mentre la macchina del tempo li spinge veloci nella direzione di una corsa ad ostacoli verso il Nulla, i Veleno si distaccano dalla visione terrena di tutto ciò che li circonda, alterando il proprio stato di coscienza e con questo nuovo sguardo alieno mettono fine al nichilismo della loro adolescenza. Sanno che dal punto in cui si trovano non si può più tornare indietro, ma con il loro macabro sarcasmo sono curiosi di assistere ad un finale che sarà in stile hollywoodiano: l'amore vince sempre...quando è difeso con le bombe!

Il suono di Don Vito e i Veleno è una drum machine che scandisce imperturbabile il tempo che passa, ruvidi groove di basso e synth che lo fanno girare in tondo e chitarre taglienti che colorano questo vortice. Le melodie sono dolci, i testi in italiano sanguigni, i cori arroganti e le strutture semplici. Gli echi delle musiche di mezzo secolo risuonano arrangiate con carattere in ogni canzone.

La dance, il rock, il pop e la musica del sud del mondo si abbracciano con eleganza e leggerezza e il risultato è un lavoro maturo, dalla forte personalità. I riferimenti non sono immediati, ma la forma canzone classica imposta il disco su un registro pop, mentre l'attitudine è decisamente quella del punk.

I testi disincantati e innamorati della vita fuori dal corpo invitano chi ascolta a lasciarsi abbandonare a piaceri lisergici, a prepararsi per un appuntamento sempre più vicino con la fine del mondo. Narrano il sogno costante di fuggire per poi ritrovarsi in una corsa ad ostacoli verso il nulla, abbracciati al proprio amore e timorosi di lasciarselo sfuggire.

In questo disco si racconta l'insostenibile leggerezza dell'essere circondati da una modernità rumorosa e bugiarda che ti urla in faccia slogan davanti ai quali non puoi che soccombere. Ma qui si svelano anche i migliori luoghi dove rifugiarsi, nella convinzione di avere in mano il proprio destino e la sensazione che non lo si conoscerà mai.

Una semplicità disarmante nasconde grandi verità che diventano parole velenose per chi le ascolta e una terapia analgesica per chi le strilla. L'effetto psicoattivo più tipico di Don Vito e i Veleno è infatti l'analgesia: ascoltando il disco si riduce la sensibilità e la risposta emotiva al dolore, fisico e psicologico come ansia e disagio, e si prova una pacifica euforia, una sensazione di intenso benessere e di tranquillo distacco. Don Vito e i Veleno possono provocare il cosiddetto "teatro interno": quando l'ascoltatore, come assopito, non dorme ma assiste a visioni di cui non è partecipe bensì semplice "spettatore", come per le visioni psichedeliche.

Un disco che stavamo aspettando e di cui c'era bisogno: due giovani uomini, figli del bel paese e del patto atlantico, della televisione e delle rockstar, del boom degli anni sessanta e del precariato che si raccontano, mettendo a nudo sogni e paure della società dello spettacolo della quale siamo tutti impotenti protagonisti.