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Kiddycar
Sunlit Silence
last update: settembre 2009

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Dodici brani per un viaggio intimo e solenne attraverso un disco ombroso e policromo al tempo stesso, in cui muoversi con leggerezza tra composizioni e testi che evocano dimensioni estatiche e contemplative, piccole ossessioni sempre sul punto di sfuggire dalle labbra e sogni che incantano e si dissolvono attraverso lo sguardo di un bambino. Un disco che è sostenuto da ritmiche sofisticate, prodotte da un utilizzo dell’elettronica minimo e attento, incentrato sull’uso di sequenze frutto di un’accurata ricerca che spazia tra il sound degli anni ’70 e ’80.

C'è grande attenzione per l'aspetto compositivo in Sunlit Silence, sia sul piano armonico che su quello melodico, in un intreccio di note mai elusive ma puntuali ed efficaci, che squarciano il silenzio con grazia attraverso soluzioni sempre diverse. Riferimenti e citazioni che fluttuano nello spazio e nel tempo con sorprendente disinvoltura, là dove sequencers à la Kraftwerk incontrano e avvolgono chitarre à la Morricone, intrecci di violoncello e pianoforte di matrice classica scivolano verso cembali e chitarre seventy pop mentre la voce di Valentina Cidda è il fil rouge che attraversa tutto il disco con un cantato evocativo, sussurrato, che traccia con leggerezza confini e con uguale delicatezza li infrange.

Particolare attenzione è stata rivolta anche per la scelta dell'artwork di copertina, un'immagine dell'incredibile pittore iperrealista Gottfried Helnwein (www.helnwein.com) che ha concesso gratuitamente l'utilizzo della sua opera dopo aver ascoltato la musica dei Kiddycar.

Risultato di un intero anno di lavoro, questo album nasce sotto "un cielo famelico che dondola sopra l’abisso", in un "soleggiato silenzio" interrotto e attraversato da queste dodici tracce per poi risolversi col suono della pioggia che resta, leggera e insinuante, alla fine del viaggio.