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Seabear
The Ghost That Carried Us Away
last update: 26.06.2007

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Questo album non si rivela al primo ascolto; "The Ghost That Carried Us Away" possiede un fascino discreto che vi avrà conquistato prima che il terzo brano sia finito. Inni fragili proposti con nonchalance e naturalezza dal 24enne Sindri Màr Sigfùsson.
Chitarra, piano e la sua voce schiva ma estremamente presente. "Natura, Amore e Morte" sono i temi principali attorno ai quali ruota questo album di debutto e persino chi si concede un rapido ascolto riesce a identificarli nella trama di suoni che lo compone. "Do you remember how things look when you were young."

Di nuovo Reykjavik. Islanda, il cuore della musica. A tutto questo si aggiunge una violinista con la sua voce tra le nuvole, Gudbjorg Hlin Gudmundsd˛ttir (violino, voce, armonica). Ci sono poi altri musicisti con cui Sindri condivide la sua città natale e la sua passione: Orn (chitarra, lapsteel) che insieme a Sindri e Gudbgjorg forma il triangolo alla base di Seabear. E ancora Eiki, Orvar, Gudni e Dori. Uno suona il flicorno, la slide o il contrabasso; uno appartiene alla live band dei Sigur Ros (Eiki); un altro fa parte dei sensazionali M¨m (Orvar); altri sono compagni di palco di Benni Hemm Hemm - l'altro artista islandese su Morr Music.
Sindri Màr Sigfùsson li ha tutti invitati nel suo piccolo studio, li ha messi davanti ad un unico microfono, e li ha fatti partecipare al suo modo di fare musica. A lui piace il concetto di LoFi, come afferma Sindri stesso. Per la registrazione della batteria, per esempio, sono stati utilizzati solo tre microfoni. Il risultati riporta alle sonoritÓ delle registrazioni stereo degli anni '60.