promorama.it ` last update` 25 Giugno 2018 - P.IVA 01837450509
Promorama, music promotion services
Share: Twitter Delicious Reddit digg stumbleupon                      
home
labels
bands
tour dates
newsletter
press room
about us
contacts
search
search
01
bio.PDF Multimedia
cover



Carolina Da Siena
Klotho
last update: 09.01.15

intro | biografia | discografia | links | multimedia | archivio

''Klotho'' è la più giovane delle Moire, le tre divinità che presiedono al destino dell'uomo nella mitologia greca, colei che tesse il filo della vita, ed è anche il nome dell'album d'esordio di Carolina Da Siena.
E' simbolicamente il suo filo, infatti, a cucire tra loro gli undici brani che lo compongono, fatti di suoni, parole, colori e sensazioni molto diverse tra loro. La cantautrice racconta storie di tutti i giorni, prova a tracciare percorsi introspettivi e spesso sfiora tematiche sociali, ma lo fa sempre considerando sacri i dettagli e le piccole cose in generale e utilizzando parole semplici e dirette.
E' per questo che ''Klotho'' è fatto anche di imperfezioni fondamentali, di rumori quotidiani, di passi, di automobili e utensili da cucina, poi distorsioni rarefatte e semplice chitarra acustica. La direzione artistica dell'album è stata affidata al polistrumentista toscano Jacopo Andreini (L'Enfance Rouge, Squarcicatrici), che al classico studio di registrazione ha preferito altri tipi di ambienti e di strade, in modo da poter così vestire ogni brano di suoni personalizzati. L'esordio di Carolina Da Siena suona molto ''handmade'' per tutti questi motivi, e quando i toni si smorzano e la rabbia si attenua, tutto diventa più intimo e silenzioso, come se si ascoltasse un album suonato insieme agli amici più veri.


Track by track
BRUCIA : E' il brano di apertura, forse l'unico pezzo che parla di una storia d'amore, anche se un po' ubriaca. In stile Verlaine e Rimbaud, legati da una così forte amicizia che, sfociata in amore, ha rovinato entrambi.

PEZZI DI GENTE: A chi non è mai capitato di aver incontrato nel tempo persone tutte prese dai propri ideali, che poi si sono rivelate essere completamente l'opposto di quelle che erano?

CASA MIA : Il primo testo in assoluto che ho scritto. È la canzone degli ipocriti, di noi che stiamo decisamente meglio di tanti altri ma ci prendiamo il lusso di star male per cose che succedono a chilometri e chilometri da noi. L'inutile empatia.

VORREI CHE TU (SENTISSI QUESTA CANZONE E CAPISSI CHE STO PARLANDO CON TE): scritta in treno, durante un lungo viaggio, e ritrovata un paio d'anni dopo tra le ultime pagine bianche del libro 'On the road' di Kerouac. Caso ha voluto poi che per questo disco il brano sia stato registrato in macchina.

CI STANNO UCCIDENDO: il titolo riassume il tutto e il ritornello lo esplicita. L'essere passivi, sapendo che c'è comunque chi sta rovinando tutto e lo sta facendo sotto i nostri occhi. Lamentarsi ma nemmeno tentare di cambiare qualcosa, fregarsene?Il finale apocalittico, una sorta di 'giudizio universale':
la grande Pioggia che laverà via tutto, trafiggerà i corpi con ira, quando sarà ormai troppo tardi.

FORSE NO: il pezzo delle persone normali, e per normali intendo quelle oneste, semplici. Le persone che lavorano, che sono sobbarcate dalla quotidianità, che devono semplicemente spaccarsi la schiena per andare avanti. La storia di tanti piccoli eroi.

PIANTE DA GIARDINO: per i ventenni che dentro ne hanno ottanta, che preferiscono poltrire su un divano piuttosto che uscire di casa, magari per restare a guardare la TV. Accettare passivamente il pattume e tristemente non rendersene nemmeno conto.

BALLA: in pochi hanno ascoltato questa canzone ma tutti hanno dato interpretazioni totalmente differenti e stranamente calzanti allo stesso tempo. Io credo che non tutto debba per forza avere un senso, e mi piacerebbe che Balla restasse il piccolo enigma che è.

NOTTE: il pregiudizio che ammazza la bellezza. Adoro la notte, se fosse per me dormirei di giorno e vivrei di notte. Lei è la Madre con la brutta reputazione, che ha per figli tutti i fantasmi della società.

ZONA MORALE GRIGIA: trovarsi in una situazione in bilico sotto tutti i punti di vista, in un limbo insopportabile.Il brano descrive una lite, vista dagli occhi di entrambi. Due amici? Una coppia? Due persone che si volevano comunque tanto bene. Trovarsi a dover girare su sé stessi, sempre nello stesso punto, senza smuovere nulla. In chiusura il brano si fonde con il successivo, “Luci Spente Sui Perché”, che ne descrive la conseguenza naturale.

LUCI SPENTE SUI PERCHÈ:L'impossibilità di comunicare per colpa dell'orgoglio.Preferiamo stare zitti e distruggerci vicendevolmente ma con “dignità” piuttosto che fare il primo passo.