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Stash Raiders
Apocalyptipop
last update: 05.05.15

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BIOGRAFIA


In una terra senza tempo un antico vulcano si è svegliato, sputando fuori con tutta la sua forza una massa incandescente coloratissima e rumorosissima: gli Stash Raiders! Nati dalla potenza di mille suoni diversi e insospettabilmente combinati, sono sbarcati su questo pianeta per salvarci dalla grigia monotonia urbana, portandoci con loro in un viaggio psichedelico al di là dello spazio e del tempo.
Una piccola orchestra circense, una tribù di indiani che danzano per la pioggia, una combriccola di aztechi che canta dall’alto di una piramide egizia. Gli Stash Raiders sono uno stranissimo patchwork di musicisti, tutti con provenienze assolutamente diverse, se non contrarie: alla sezione ritmica il duo fraterno composto da Davide Toscano al basso e Luca Caruso alla batteria (già insieme in Bidiel e Crusade); all’acidissima chitarra Luca De Iorio (Boilers, Raindogs); al sax, violino, chitarra, voce e sitar Davide Iannitti (Loveless Whizzkid); Francesca Giunta aggiunge un magico clarinetto alla sua bella e fresca voce che si intreccia con quella del direttore d’orchestra, Sacha Tilotta (Three Second Kiss, Shannon Wright live, Peter Kernel live), che oltre a cantare coordina tutte queste belle teste con la sua tastiera e la sua fantasia.
Il risultato di questo miscuglio felicemente atipico è un calderone in cui, in una pasta psichedelica con tante sfumature pop, si fondono croccante garage e morbido blues, con una generosa spruzzata di funk, un pizzico di noise e un po’ di quello che ci vuoi sentire tu… Si potrebbe prendere un’antica mappa, di quelle ingiallite e coi confini delimitati dagli HIC SUNT LEONES, e seguire il percorso attraverso cui gli Stash Raiders ci condurranno con la loro carovana di suonI: al Cairo, tra le piramidi e la voce del faraone;in India, in un tempio abbandonato a svelare misteri senza tempo; in una ziqqurat mesopotamica, alla ricerca di un tesoro da mille e una notte; e poi ancora nella giungla più fitta ed inesplorata, tra i colori di un vecchio luna park di periferia, ed infine catapultati nello spazio interstellare, a bordo di un’astronave a forma di cappello di paglia. Dunque, non vi resta che indossare l’elmetto da esploratore, prendere le torce e la borraccia e mettervi delle scarpe comode, perché gli Stash Raiders sono arrivati e non se ne andranno dalla vostra testa per un bel po’.