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Stash Raiders
Apocalyptipop
last update: 05.05.15

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“Apocalyptipop”, album di esordio degli Stash Raiders uscirà a Giugno 2015 per la neonata etichetta catanese Hopeful Monsters. Il disco, con nove tracce per 37 minuti di musica, è stato registrato su nastro a 16 tracce e mixato in analogico dagli stessi componenti della band tra giugno e luglio 2014. Coerentemente con il suo titolo “Apocalyptipop”, è una “apocalisse pop”: un viaggio divertente e colorato con nove tappe per 37 minuti di musica, nel quale si disvelano i tanti percorsi che conducono alla musica universale partendo dalle più diverse radici popolari.
Si batte quattro e si parte con “Kermit”, che presenta la ciurma interstellare degli Stash Raiders al suo arrivo sul nostro pianeta: la batteria di Luca Caruso ed il basso di Davide Toscano aprono la strada all’organo con un incedere funkeggiante, le voci di Sacha Tilotta e di Francesca Giunta si inseguono e si uniscono, scortate ai lati dalla chitarra di Luca De Iorio e dal sax di Davide Iannitti. Si continua con il passo da pachiderma di “The Mammoth Song (Baby I wanna tell you)”, e con i colori esotici di “Cairo”, in cui i fiati si attorcigliano e conducono a visioni allucinate. Il capitano Sacha Tilotta imbraccia la chitarra ed è la volta di “He’s a fisherman, he’s a chef”, in cui l’equipaggio si addentra nella giungla sincronizzando i passi con il battere incessante di un campanaccio. Arrivati all’isola di Talisman, i sei esploratori si lasciano andare ad una sfrenata cavalcata fantasy che li condurrà alla coloratissima giostra del luna park di “Me, you and everybody knows”.
Adesso è Davide Iannitti che prende la chitarra e va a trattare col Diavolo in persona in “Business call”; quindi, dopo aver soffiato via la polvere da un vecchio sitar, mette in spalla il violino e la ciurma si imbarca negli otto intensi minuti di “Without space and time”. Il viaggio è quasi giunto al termine: come in un antico rituale mistico l’equipaggio si allontana dalla Terra e, quando l’ultima nota lentamente svanisce, si riaccendono fragorosamente i motori dell’astronave e gli Stash Raiders fanno rotta verso un buco nero con la rumorosa psichedelia di “Fish Porn”.