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Esterina
Dio ti salvi
last update: 30.09.15

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Se decidi di fare un'escursione sugli Appenini, magari lungo il sentiero 00, ti imbatterai, sicuramente, in scorci e visioni memorabili che, inevitabilmente, ricorderai a lungo. Altrettante, forse di più, saranno le presenze inaspettate, le anime defilate, le tane affollate di stupore che _ pur accompagnando silenziosamente il tuo camminare _ di rado avrai la fortuna di scorgere.
esterina è proprio come la fauna selvatica che abita quelle quote, come un branco di lupi: ci sono, anche se non li hai mai visti, o non li si vede da un bel po' e se li incontri, insieme al brivido di stupore, ti rendi conto del privilegio che hai avuto e capisci che, alla fine, tutta la magia del paesaggio, tutto l'immaginario che evoca, derivano dalla sottrazione di quelle presenze segrete.
Anche “Dio ti salvi” deve essere nato così, innescando un processo di sottrazione tra la canzone d'autore e il post rock, tra Lucio Battisti ed i Motorpsycho, tra i Notwist e i King Crimson.
Stavolta però il suono di esterina, passato per le mani e la coproduzione di Ale Sportelli del West Link, si fa più crudo, quasi shellacchiano rispetto al precedente “Come satura”. La personalissima forma canzone del gruppo si innerva di chitarre affilate a mano e batterie sempre in faccia, un onnipresente piano rodhes ed inaspettate sezioni di fiati. L'elettronica che percorre carsicamente ogni traccia e le voci lunari e ruvide fanno il resto, aggiungendo la cifra originale al tutto e rendendo pressoché impossibile ricondurlo ad una sola definizione di genere.
Questo bosco fitto di suoni e voci gira attorno alle parole di esterina, come gli anelli a Saturno. Desiderio e tormenti, solitudini e passione, distanze e nostalgie, amori e meraviglia, margini e dettagli, scarti di dolore e rabbia livida: sono questi i quartieri frequentati da esterina. Una narrazione che si appoggia su una lirica folgorante e mai scontata, intima ed evocativa, capace di portare queste storie minime fuori dalla selva, in un luogo di musica buona, al sicuro dalla violenta indifferenza.
Qualcuno li ha definiti il segreto meglio custodito del rock italiano ed effettivamente, fino ad oggi, la band versiliese si è mossa con estrema circospezione, tracciando un sentiero laterale al panorama musicale che il pubblico è solito frequentare. Con “Dio ti salvi” esterina conquista una sintesi matura tra il talento cantautoriale e la ricchissima, vivace, cultura musicale capace di dialogare con autorevolezza con le esperienze di oltreoceano.
Infatti, dai monti tra cui si aggira esterina, si vede l'oceano e la band sembra averlo attraversato più volte, a nuoto, per riportare tutto a casa più vero e più intenso che mai.
“Dio ti salvi” è un disco pieno di bellezza, un inno all'originalità ed all'indipendenza da preservare con cura e attenzione.