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Mara
Ottobre'66
last update: 08.01.16

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“Ottobre '66” (Brutture Moderne/Spigolo/Audioglobe/The Orchard) è il titolo del secondo album di Mara che fa seguito a “Dots”, pubblicato nel 2012.

Ottobre come mese di transizione verso una stagione che spinge al raccoglimento, '66 come l'anno di fabbricazione della chitarra utilizzata per registrare il brano omonimo. Mara ha subito la fascinazione degli anni '30 e '60, momenti straordinari in cui la musica ha subito cambiamenti epocali aprendosi alla contaminazione che ha generato nuovi generi.“Ottobre ’66” potrebbe essere il titolo di un film, undici tracce come undici capitoli, come in “Kill Bill” in cui la protagonista affronta una persona alla volta, per tutto il tempo necessario a farsi giustizia. Un disco che è diventato, a tutti gli efffetti, una palestra per crescere dal punto di vista artistico ed umano e che ha spinto l'artista a manifestare le proprie emozioni come mai era successo in passato.: sdegno, rabbia, disgusto, ma anche redenzione, cambiamento e coraggio. La voce ed i testi si spostano molto più vicino all’interlocutore rispetto all’album precedente “Dots”, la composizione è più matura.

Dice Mara:”Nella composizione dei brani ho spinto molto gli andamenti, ho ricercato i contrasti che tutti i giorni faccio vivere nel mio lavoro di musicoterapista con i suoni e, soprattutto, ho cercato esprimere fino in fondo un concetto, di descrivere nel modo più completo uno scenario. Questo album mi ha permesso di dire quello che avevo lasciato indietro con il primo disco e che credevo non fosse bello da far vedere.”

L'album è il frutto della stretta collaborazione con il produttore Francesco Giampaoli che ha coinvolto il musicista Enrico Mao Bocchini per la stesura dei brani “I saw a man”, ispirato alla carismatica figura del cantautore e poeta Leonard Cohen, e “San Francisco”, primo singolo e videoclip basato sul remake del film del 1969 “Non si uccidono cosi anche i cavalli?” di Sydney Pollack. Hanno partecipato alla registrazione anche i musicisti Diego Pasini e Matteo Pozzi (Actionmen-Cacao) che hanno contribuito a dare la loro impronta a un brano e al suo arrangiamento.

Una cover italiana che rende omaggio a Domenico Modugno con un brano da lui scritto nel 1961 “Notte di luna calante” che vede il cantautore Giacomo Toni al pianoforte e il musicista Michele Carnevali al sax.Collaborazioni anche di Enrico Farnedi (Good Fellas), Tim Trevor Biscoe (Orchestra Afrobeat) e Francesca Quadrelli.