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Elisa Genghini
Fuorimoda
last update: 01.04.17

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Dieci brani ironici contro la banalità: in uscita il 19 aprile 2017 per Still Fizzy Records, “Fuorimoda” è il secondo album della scrittrice e cantautrice Elisa Genghini. L'impianto sonoro di tutto il disco è stato ideato in collaborazione con Massimo Roccaforte (Carmen Consoli ), Mimmo Camporeale (Steve Rogers Band, Vasco Rossi) e Gianluca Schiavon (Skiantos, Moltheni, Yuppie Flu).

Con una voce onesta e intensa, la Genghini mette in chiaro sin dal titolo la sua idea artistica: sentirsi fuori moda è qui un'attitudine, una sussurrata dichiarazione di intenti. Significa sentirsi lontani dal pop inteso come mainstream, pur mantenendone il paradigma chitarra-basso-batteria. Un pop intelligente e fatto a mano, fresco ma in controtendenza rispetto alle sonorità radiofoniche e con arrangiamenti dal retrogusto vintage. Un indie-pop, in cui le liriche, sempre ben calibrate, sono legate a storie d’amore e di viaggi, a nomi di donne e di uomini, a ricordi d’infanzia e a sarcastici racconti di meccanici che ti fan pagare duecento euro un cambio dell’olio.

Fuorimoda” è un pop agrodolce ricco di sfumature. Sfocia nel rock quando c’è bisogno di riflettere su se stessi e sulle proprie paure (“L’altra donna”, “Violata”, “Terra desolata”), si alleggerisce per raccontare storie di incontri fugaci (“Sebastian”); a tratti sarcastico contro gli atteggiamenti stereotipati nei rapporti uomo-donna in una serrata tarantella (“Paletto dell’amicizia”) o a suon di fingerpicking e armonica a bocca (“Signorina Mocio”); è demenziale quando si parla in tono trasognato di officine, marmitte e motorini senza parabrezza (“I meccanici”); sentimentale grazie ad una canzone d’amore per una ragazza venuta da lontano, di cui forse non si sa nulla (“Ilaria”). C’è un valzer (“Vaffanvalzer”) che riconcilia con se stessi, per essere semplicemente quello che si è. E poi c’è il presente, vissuto come l’unica dimensione reale: lo troviamo celebrato in “Il giorno durante”, una canzone d’amore che non rimpiange il passato e non si interroga del futuro, oppure in “Ukuleleliebeslied”, una ballata piccola piccola, ukulele e voce, che chiede di “restare”, di non passare come passa il vento e di essere importante, cosa di cui un po’ tutti abbiamo bisogno.

Fuori moda, come gli anni Dieci.