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Etruschi From Lakota
Giù La Testa
last update: 28/08/17

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Giù la testa” è il terzo album degli Etruschi From Lakota. In uscita il 13 ottobre 2017 per Phonarchia Dischi con distribuzione Audioglobe, il disco rappresenta un'evoluzione sia dal punto di vista delle sonorità, più taglienti e incisive, sia per le liriche, che toccano temi attuali e di forte impatto.

Nove brani dal suono più grezzo e vivace rispetto a quelli del predecessore “Non ci resta che ridere”. Un sound più violento e abrasivo, come il periodo che stiamo vivendo, caratterizzato dai populismi, dalla perdita di idoli e di umanità, dalla interpretazione distorta della fede in una quotidianità dove tutto è merce e mercificazione. “Giù la testa” è il viaggio di un uomo, che si crede “superuomo”, per poi scoprirsi vittima inerme di panico e paure, imprigionato in una realtà che non è più in grado di decodificare, in cui si sente derubato della sua terra, del suo lavoro, dei suoi sogni e dei suoi ideali.

Ad aprire il full length “Eurocirco”, una critica caustica all'attualità "eurocentrica", che affronta senza buonismi e ipocrisie, il tema del terrorismo. La canzone prende spunto dagli attentati degli ultimi due anni e dal modo pretestuoso con cui sono stati utilizzati per indirizzare l'opinione pubblica verso una drammatica perdita di umanità, banalizzando le reali problematiche e riducendole all'equazione secondo cui immigrazione equivale a terrorismo.

Una lotta insensata contro un generico “altro”, senza vinti, né vincitori.

“Eurocirco" fa parte de "la trilogia del terrore", un trittico di brani scritti in collaborazione con l'autore Alessandro Antonacci in cui l’attenzione viene focalizzata, appunto, sull’attualità.

“Giù la testa” racconta una rivoluzione che oppone all'odio, il culto della vita. Un percorso che parte dagli istinti più naturali, come l'amore, il sesso e la passione. Solo grazie ai sentimenti più viscerali, ai legami più profondi, alla complicità e al desiderio si può rimettere al centro della storia l'essere umano. Una lotta necessaria perché ci sia rispetto per la vita, indipendentemente dalla razza, dal colore, dal credo e dalla religione.