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YOUAREHERE
PLVS VLTRA
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PLVS VLTRA” è il titolo del nuovo album di YOUAREHERE. La formazione romana torna con il suo terzo full length, in uscita il 2 marzo 2018 per Fresh Yo! Label a tre anni da “PROPAGANDA”, seconda e più matura release e ottimo esempio di elettronica made in Italy.

PLVS VLTRA” è la spinta all’evoluzione, al superamento dei propri limiti. Come Ercole nell’oltrepassare le colonne, l’epopea del trio YOUAREHERE è protesa verso il raggiungimento di un “oltre” indefinito e indefinibile. E proprio nella definizione del limite risiede il superamento del limite stesso che si rigenera, in una continua metamorfosi, in un presente eterno dai confini rarefatti. Allo stesso modo “PLVS VLTRA” è il confine che si dissolve e che definisce la materia per sottrazione.

L’intera architettura sonica è ispirata ai colori puri di Yves Klein, dove l’assenza del tratto di distinzione crea una rappresentazione immateriale, che trascende la forma. Il monocromatismo è metafisica, è espressione di una libertà creativa assoluta, che oltrepassa lo spazio e il tempo. Nell’International Klein Blue, l’esempio più emblematico del colore puro, l’orizzonte si dissolve in una sintesi perfetta tra cielo e mare, tra sopra e sotto. Un blu oltremare profondo, saturo che rappresenta al tempo stesso vuoto e profondità, spazio e materia e la loro perfetta armonia.

In “PLVS VLTRA” ogni sonorità è ragionata e calibrata. E’ frutto della vocazione alla sintesi, al raggiungimento dell’essenza più pura del suono. Ogni strumento trova un equilibro che ne definisce l’ordine in maniera assoluta. Ogni beat è pensato per spingersi oltre alla forma-canzone, oltrepassando i suoni e la loro non fisicità, semplificando lo spettro sonoro fino all’essenza, all’archetipo.

Ma “PLVS VLTRA” non è un disco monocromatico, né rarefatto. La semplificazione del testo musicale è solamente il punto di partenza per un’opera che spazia da tonalità algide a sfumature più eleganti, da texture più abrasive a riflessi opalescenti, attraversando una palette sonora molto vasta, che attinge a tutta la gamma di frequenze dello spettro dell'udibile.

Dalle armoniche di “Duga” all’attitudine kraut di “International Klein Blue”; dai loop ossessivi di “Multiverse” e dalle Roland di “Obsolete” ai beat sintetici di “Eternal Present”; dalla dance screziata di “A Building Collapse” agli echi glitch hop di “Backtrack”; dalle percussioni stile future garage di “Guess What?” alla melanconia melodica di “I Promise You, We’ll Be Happy”: nove tracce tracce con una forte identità, collocabili in un percorso che idealmente parte dalle 303 della progressive europea di metà anni '90, fino ai synth eterei e dilatati dei primi Autechre e si inoltra poi negli anni 2000 tra contaminazioni IDM à la Boards Of Canada e techno di stampo berlinese, a cavallo delle sonorità di Moderat e le release BPitch.