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Gerardo Attanasio

last update: 24.05.2019

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BIOGRAFIA


Gerardo Attanasio, classe 1983, è un cantautore italiano vincitore della Targa Siae al Premio Pigro 2008 e Premio Lunezia “Musicare i poeti” 2015 con musica su testo dantesco.

Adolescente, comincia a suonare in diverse band della provincia napoletana di cui scrive l’intero repertorio inedito.
Autoproduce da solista due demo: “Partenze & Ritorni”(2004) e “In Due Ore” (2006).

Si diploma come paroliere al CET di Mogol. Vince svariati premi per approdare poi al primo disco nel 2009, “Vivere Lento”, in cui comincia ad esplorare il linguaggio della canzone d’autore spostandolo verso sonorità di matrice rock.
Intanto si è laureato in lettere classiche all’Università di Napoli Federico II con una tesi in filologia classica sul mondo classico nella canzone di Fabrizio De André.
La letteratura infatti è una passione che resterà centrale all’interno della sua personale ricerca artistica e umana.

Comincia a dedicarsi alla produzione musicale curando stabilmente le sonorizzazioni e le musiche di spot e documentari per CGIL. Scrive colonne sonore per cortometraggi e produce diversi dischi di piccole realtà della provincia napoletana. Si diploma come tecnico del suono presso Spazio musica, EDEXCELL.

Lavora come musicista di scena per la Compagnia di Teatro Cat di Castellammare di Stabia con cui vanta una collaborazione pluridecennale.

Per lo stesso teatro idea una rassegna mensile dedicata alla canzone d’autore chiamata Folkstudio Reloaded, di cui è direttore artistico.

Nel 2014 produce il suo secondo album, I” Canti dell’Ontano”, in cui spinge la canzone d’autore verso territori sempre più sperimentali ottenendo diversi riconoscimenti e tanti apprezzamenti da parte della critica:

“è uno dei segreti meglio custoditi del cantautorato italiano” Francesco Nunziata (Ondarock)

“Un oceano di ricerche, esperienze e intuizioni (…) separa queste prime prove dal secondo “I canti dell’ontano”. Attanasio predispone un edificio di produzione - per quasi un’ora di durata - che ha dello sbalorditivo.” Michele Saran (Ondarock).

Il suo carattere schivo lo porta a prediligere l’aspetto della produzione e della scrittura piuttosto che la dimensione live, questo non gli impedisce di girare lo stivale solo chitarra e voce.

Intanto come paroliere arriva allo Zecchino d’Oro nel 2013 con “Ninnaneve” e nel 2015 con “Resterà Con Te E Il Contrabbasso”, mentre vincerà il Premio Lunezia “Musicare I Poeti” dello stesso anno con “Amar Perdona”, scritta su testo dantesco.

Nel 2018 pubblica “Canzone per Giulio | Kumbaya, My Love”, un singolo di due canzoni dedicate ai diritti umani con una delle quali arriverà in finale al Premio Pierangelo Bertoli.

Cova in pancia dagli anni dell’università il desiderio di regalare alla propria terra un disco luminoso che abbia i suoi stessi colori. Gira la Grecia in auto alla ricerca di risonanze segrete con le storie che ha in mente di raccontare e dopo un lungo processo di ricerca, scrittura e pre-produzione, nel 2018 sceglie come partner alla regia artistica Fabio Rizzo (Indigo) per chiudere il lavoro, registrandolo tutto a Castellammare di Stabia presso il suo studio, Blue Bell Project Studio e chiudendo i mix a Palermo presso Indigo.

Il 15 giugno 2019 pubblicherà il suo terzo album: “Terraferma”, dedicato ad alcuni miti della provincia napoletana, declinando strumenti tradizionali come la chitarra battente all’interno di scenari rock, creando un vero e proprio scontro di mondi (contadino e industriale) che contribuisce a dar vita a un immaginario variegato, colorato, che spinge la canzone verso territori assolati, sporchi di sale. Le liriche si fanno asciutte come le pietre dei templi greci e la semplicità, sintattica e armonica, nasconde un intenso lavoro di limatura che restituisce freschezza e spontaneità a tutto il disco.